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All’inizio era solo uno sguardo… poi è ...
biolgarisos
07.04.2026 |
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"Da qualcosa che poteva essere ignorato…
a qualcosa che non poteva più esserlo..."
Non è successo subito.Non è stato uno di quei momenti improvvisi che cambiano tutto in un attimo.
È iniziato piano.
Quasi senza accorgersene.
Lei era una presenza tra le altre.
Niente di evidente.
Niente che potesse far pensare a qualcosa di diverso.
Eppure… ogni volta che entrava in una stanza,
qualcosa cambiava.
Non fuori.
Dentro.
All’inizio erano solo sguardi.
Veloci.
Quasi casuali.
Di quelli che puoi ignorare senza fatica.
Ma poi hanno iniziato a fermarsi.
Un secondo in più.
Poi due.
E a un certo punto… non erano più casuali.
Ricordo perfettamente il momento in cui ho capito che non era solo nella mia testa.
Stavamo parlando.
Una conversazione normale.
Nulla di particolare.
Poi, senza motivo, silenzio.
Non imbarazzante.
Non forzato.
Solo… presente.
Ci siamo guardate.
E quello sguardo è rimasto lì.
Più a lungo del normale.
Abbastanza per cambiare tutto.
Non c’era bisogno di parole.
Era chiaro.
Da quel momento in poi, ogni cosa ha iniziato a prendere una forma diversa.
Le conversazioni erano le stesse…
ma il modo in cui le vivevamo no.
Gli sguardi diventavano più diretti.
Le pause… più dense.
E ogni volta che ci trovavamo vicine,
c’era qualcosa.
Non dichiarato.
Ma evidente.
All’inizio ho cercato di restare nel controllo.
Di riportare tutto su un piano semplice.
Ma più ci provavo…
più diventava difficile.
Perché non era una cosa da capire.
Era una cosa da sentire.
E quella sensazione cresceva.
Lenta.
Costante.
Innegabile.
A un certo punto ci siamo ritrovate da sole.
Non programmato.
Non cercato.
È successo.
E lì… tutto è diventato più intenso.
Non per quello che stavamo facendo.
Ma per quello che stava succedendo tra noi.
Il silenzio aveva un peso diverso.
Non vuoto.
Pieno.
Di tutto quello che non stavamo dicendo.
Mi ricordo la sensazione.
Quella linea sottile tra restare dove ero sempre stata…
e fare un passo oltre.
Non era paura.
Era consapevolezza.
E forse è proprio questo che rende certe situazioni così forti.
Sai esattamente cosa sta succedendo.
E sai che non è più qualcosa che puoi ignorare.
Le distanze si sono accorciate lentamente.
Senza fretta.
Quasi con rispetto.
Come se entrambe sapessimo che quel momento era fragile…
e allo stesso tempo troppo reale per fermarlo.
Ricordo il momento preciso in cui ho smesso di farmi domande.
Non perché fosse tutto chiaro.
Ma perché non serviva più capirlo.
C’era solo quella sensazione.
Forte.
Diretta.
Diversa da qualsiasi cosa avessi immaginato.
Non era una questione di etichette.
Non era una questione di definire cosa fosse.
Era una connessione.
E basta.
Quella sera non è stata importante per quello che è successo dopo.
Ma per quel passaggio.
Da qualcosa che poteva essere ignorato…
a qualcosa che non poteva più esserlo.
E forse è proprio questo che resta:
non quello che fai.
Ma il momento in cui smetti di ignorare quello che senti…
e inizi davvero a viverlo.
E da lì in poi…
non torni più indietro.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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